2018 8 gennaio

Skoda Octavia Wagon: la prova della 1.6 TDI Dsg Style




Quando si ha tra le mani la familiare più venduta in Europa, il momento del restyling è un passaggio delicato. La soluzione seguita dalla Skoda è stata quella di cambiare poco, puntando alla sostanza. Morale: l’Octavia Wagon resta sé stessa e le novità riguardano pochi dettagli. Stessa linea e simile lunghezza (467 centimetri, uno in più), mentre cambiano soltanto l’aspetto di paraurti, calandra e, soprattutto, i gruppi ottici. I fari, infatti, non sono più “monopezzo", ma si suddividono in due elementi, con proiettori full Led nel caso dell'allestimento Style.


Connettività di alto livello. Salendo a bordo, si ritrova uno spazio da record, in particolare dietro, e finiture diventate quasi impeccabili, considerando la categoria, in un ambiente dal design ben curato. Con le dotazioni di serie arricchite, la Style, protagonista della prova, si rivela a tutti gli effetti una vettura di alta gamma: fari full Led a parte, si riconosce per i vetri scuri dietro e per le dotazioni che si scoprono all'interno. A partire dall'ottima accoglienza dei sedili rivestiti in microfibra ed ecopelle, adattabili in altezza e con supporto lombare. La comodità e le ampie regolazioni mettono subito a proprio agio. Poi lo sguardo cade sull'altra novità “grande". Di serie, sulla versione top, ci sarebbe un touch screen da 8” con navigatore satellitare Amundsen. Sul nostro esemplare, però, l'esploratore norvegese cede il posto all'infotainment Columbus (da 1.870 euro), con il touch da 9,2. Le varie schermate sono molto intuitive e consentono di accoppiare facilmente gli smartphone tramite Bluetooth o con il cavo Usb (per la connettività Apple o Android), così come di configurare i vari dispositivi di bordo. Inoltre, nel cassetto davanti al passeggero si trovano il lettore Dvd e il modulo wi-fi per trasformare l'auto in hotspot, con una sua Sim per il traffico dati. Pure la strumentazione è cambiata: ora sfoggia una nuova grafica, anche se sempre piuttosto classica e ben leggibile.


Accoppiata apprezzata. Per questo test, ritroviamo il motore best seller, l'1.6 TDI, abbinato al doppia frizione a sette marce. Si avvia con il tasto Start (optional da 465 euro), si tira indietro la cloche in D e via alla ricerca di pregi e difetti di questa station. Buono lo spunto, convincente la progressione, soltanto un po' di rumorosità se si accelera a fondo. L'inizio è molto positivo. Le cambiate del Dsg sono morbide e appena percettibili, casomai un pochino pigre e improntate a confort ed economia se si lascia semplicemente in automatico. Per ritrovare un po' di vivacità, si può selezionare S: in questo modo i passaggi di marcia avvengono a regime più alto e la prontezza ne guadagna. Quanto ai consumi, l’ottima media supera i 17 chilometri con un litro. Al di là dei numeri, l'Octavia Wagon si conferma piacevole da guidare in ogni situazione, sempre in grado di dare un'ottima sensazione di controllo e sicurezza. Si ritrova un assetto rigido, ma non troppo, come dimostra anche una certa tendenza al rollio nei test dinamici, che consente alla vettura di assorbire discretamente pure gli ostacoli secchi. Da parte sua, lo sterzo è pronto e diretto, in grado di trasmettere un buon feeling al guidatore. E, soprattutto, debuttano nuovi sistemi di assistenza alla guida, come il front assist con frenata d'emergenza in citta e il riconoscimento pedoni, l'avviso angoli bui e il rear traffic Alert per uscire dai parcheggi in retro senza rischi. Il sistema Columbus, infine, include il riconoscimento dei cartelli stradali, l'avviso superamento corsia e gli abbaglianti automatici.


Fonte: quattroruote.it 


 



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