2018 21 giugno

Volkswagen a Pikes Peak, la sfida elettrica




Con la I.D. R la casa di Wolfsburg si candida a una delle favorite nell'ascesa verso le nuvole



La chiamano "la corsa verso le nuvole" ma forse, chiamarla corsa è riduttivo. Perché la Pikes Peak International Hill Climb e racchiude dentro di sè molteplici significati. Competizione è di certo, ma anche avventura. Tradizione invero, ma al contempo ricerca, sviluppo e allegoria di una visione del proprio mondo. La capitale americana dei motori, nel fine settimana, diventa Colorado Springs, località dell'omonimo stato dove giganteggia questa montagna divenuta leggenda del motorsport. Volkswagen quest'anno, ha voluto cogliere la sfida del monte con la sua I.D.R. Pikes Peak. Gara in solitaria, sfida contro il cronometro: 156 curve, 20 chilometri, partenza a 2.862 metri e arrivo a 4.032 metri. Obiettivo della Casa tedesca? Conquistare la categoria della auto elettriche, cercando di battere il crono di 8'57”118, ottenuto nel 2016 da Rhys Millen.


La sfida elettrica



Già, perché la sfida al "Picco", a questa gara nata addirittura nel 1916 e seconda per anzianità solo alla 500 Miglia di Indianapolis, può vivere in varie categorie: auto di serie, prototipi senza alcuna limitazione, moto. Per Volkswagen è di natura elettrica. Scelta precisa, con un messaggio chiaro: "Lo sviluppo della tecnologia nel motor sport sarà declinato per auto elettriche ad alte prestazioni. Vogliamo fondere piacere di guida e zero emissioni nel nostro futuro". Parola di Jost Capito, Managing Director Volkswagen R. "I clienti hanno sempre beneficiato dei riscontri ottenuti dalle nostre competizioni. Vogliamo raccogliere questi dati e usarli per sviluppare i prossimi modelli I.D. La scalata della Pikes Peak sarà la prova del nove per la propulsione elettrica". ha riferito Frank Welsh. l'elettrico sfida il monte: una sfida pionieristica in un paese fondato da pionieri.

Volkswagen I.D. R Pikes Peak


Si va forte in curva



L'arma della casa di Wolfsburg ha il nome: I.D. R, e non poteva essere altrimenti. Telaio monoscocca in fibra di carbonio così come la carrozzeria, un'aerodinamica che ricorda la cugina Porsche 919 che ha trionfato negli anni passati a Le Mans, meno di 1.100 kg di massa complessiva - pilota compreso - e un enorme alettone posteriore che punta a cercare quanto più possibile deportanza e velocità tra le curvecon l'altitudine che la va a intaccare per la minor densità dell'aria. Una sfida affascinante quella del Picco al Devils Playground, ma lo è ancor di più perché questa I.D R ha un cuore, anzi, due cuori elettrici da 680 CV di potenza - 500 kW - e una coppia di 650 Nm a disposizione.

Volkswagen I.D. R Pikes Peak


Accelerazione da far paura



Non tantissimi questi cavalli, ma l'asso nella manica è tutto nella sua natura. La Volkswagen I.D. R, infatti, ha uno 0-100 in 2.25 secondi. Per intenderci, una Formula 1 arriva a 2.6 secondi e una Formula E in 2.9 secondi. Accelerazione dunque più che potenza, efficacia aerodinamicapiù che cavalleria. Fattori che si legano con le regole del Picco e che puntano a essere sfruttati al meglio: grazie all'elettrico, quella stessa aria rarefatta che intacca la deportanza, non andrà a limitare le prestazioni come per un endotermico. Sulla linea di partenza posta a 2.862 metri, un motore aspirato avrà il 71% dell'efficacia rispetto a quanto avrebbe sul livello del mare. All'arrivo, calerà fino al 57%. L'elettrico non deve lavorare sulla miscela aria-benzina: sarà sempre al 100% delle proprie potenzialità. E allora ecco la sfida tecnologica tra quelle 156 curve da affrontare con punte di 240 km/h: visione elettrica o fedele tradizione endotermica: chi vincerà?  


Recupero di energia



Per la propria natura, uno dei motivi di maggior interesse riguarderà il pacco batterie agli ioni di litio e il loro raffreddamento. Saranno batterie ad alto voltaggio anche perché quello che solitamente è il cruccio delle elettriche, la durata, passa in secondo piano. E se da un lato Volkswagen, più che sfornare un mostro di cavalleria, ha puntato su altre carte come aerodinamica ed efficenza, va comunque sottolineato come lo stesso voltaggio sarà improntato su quei 20 km di gara. Sarà la ricerca del perfetto bilanciamento tra potenza e recupero la chiave di volta, e in Volkswagen hanno riferito come, durante le fasi di frenata e recupero, si arriverà a un 20% sul totale impiegato. Questo in base a quanto visto durante i test di Alès e le prove sul Picco. La gara però è tutt'altra cosa. 


Il sogno di Dumas



Già la corsa. Perché alla fine, il richiamo del Monte di Pikes ha un fascino a cui difficilmente si può resistere. Una vertigine e non solo per l'altezza. Lo sa bene Romain Dumas, pilota designato da Volkswagen. Gli appassionati di lunga data lo conoscono bene: nel suo palmares ha due 24 Ore di Le Mans vinte con Audi e proprio tre Pikes Peak con una Norma RD Limited: tra il francese e il Picco c'è un legame particolare: "Questo circuito mi ricorda il Nordschleife al Nurburgring. Mi piacciono tracciati come questo". Correrà con il numero 94. Il motivo? La nona e la quarta lettera dell'alfabeto: I.D. 

Volkswagen I.D. R Pikes Peak

 

Fonte: it.motor1.com


 



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